La Perfusione Ipertermico Antiblastica della Pelvi

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Buona palliazione si ottiene con la "Perfusione Ipertermico Antiblastica della Pelvi" in caso di neoplasie localmente avanzate ed inoperabili di tale regione. La tecnica prevede l'incannulamento della cava ed aorta subito al di sopra della biforcazione, e previa l'apposizione di due manicotti pneumatici alla radice delle cosce , la messa in atto di una circolazione extracorporea della sola pelvi.L’incannulamento può essere eseguito a cielo "aperto"(Fig 10a) od ultimamente anche per via trans-femorale sotto guida radioscopica(Fig 10b) .

I risultati sono discreti con controllo della malattia, anche se temporaneo, in circa il 50% dei casi.

Da Noi è stata eseguita in 17 casi ( 8 casi con approccio chirurgico ad addome aperto)con risposta obbiettiva clinica in c.ca il 40% dei casi

Tali trattamenti ,tecnicamente molto sofisticati, devono essere adottati con precise indicazioni ,molto selettive, ed in pochi centri tecnologicamente ed organizzativamente idonei, al fine di ottenere i migliori risultati per quei pazienti che veramente ne possono trarre vantaggio.

La nuova ubicazione in Toscana del Centro , si avvarà di una intensa collaborazione con la U.O.C. di Oncologia (Direttore dott. G.M. Fiorentini) e ciò dovrebbe certamente incrementare lo sviluppo delle tecniche di Perfusione Pelvica mediante accesso Angioradiografico.

Deve tuttavia essere ulteriormente sottolineato come trattasi di procedure che non sono ancora uscite dalla fase sperimentale, poiché, anche se in letteratura i risultati riportati sono sicuramente positivi, non raggiungono ancora una valenza statistica scientificamente valida.